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Miss Bee e il cadavere in biblioteca

Recensione scritta da Silvana Pincione

Ho conosciuto Alessia Gazzola al suo debutto di scrittrice con la saga di Alice Allevi, ormai più di dieci anni fa. L’ho riscoperta grazie a questo romanzo, in cui per la prima volta l’autrice sveste i panni della contemporaneità – adottata fin dal suo esordio e poi mantenuta costante in tutta la produzione narrativa successiva (con l’eccezione delle incursioni storiche nel Medioevo nella fortunata serie di Costanza) – per immergere il lettore nelle atmosfere vintage del secolo scorso, il tutto adottando un punto di vista nuovo: quello del narratore oggettivo.

Da Firenze a Londra: la nuova vita di Beatrice e i suoi sogni

Siamo nel Regno Unito – scelta ambientale tutt’altro che casuale, essendo proprio l’Inghilterra un luogo molto caro alla formazione culturale della scrittrice. Beatrice Bernabò, detta Bee, vive a Londra con il padre Leonida, professore universitario e le sorelle Clara e Lucilla. La mamma è venuta a mancare molti anni prima. La sua è una famiglia di emigrati fiorentini negli anni del fascismo e deve il suo insediamento nel territorio londinese grazie all’intercessione dell’ambasciatore del Regno Unito Verduno Conti, amico di Leonida.

Il trasferimento da Firenze veniva sempre evocato come lo spartiacque della loro vita, come l’avanti Cristo e il dopo Cristo […]

Dopo quattro anni, Beatrice sentiva che Londra era la sua casa.

Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

Beatrice sogna l’amore ma sa di non poter volare troppo alto con le aspettative, perché il suo cuore batte per Cristopher detto Kit, un giovane “molto alto” e di un biondo quasi vichingo, rampollo di una famiglia dell’alta borghesia vicina di casa dei Bernabò – e quindi lontana dalla sua portata per ragione di disuguaglianza sociale. La ragazza ha per segni particolari una cicatrice sul volto, sgradito retaggio di un incidente avuto da bambina e una grande passione: quella per i paralumi, su cui riversa la propria creatività, rivestendoli dei tessuti dai colori e dalle fantasie più svariate.

Mise un po’ di carbone nella vecchia stufetta che il padre le aveva permesso di portare nel suo spazio privato; insieme ad un tavolino che non serviva più e che adesso era pieno di piccoli paralumi. […] tutti erano accomunati dall’essere appezzati con tessuti dai colori pastello […] decorati con passamanerie vezzose […]

Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

Il delitto in biblioteca

Un giorno, Beatrice viene invitata da Minerva Ashbury, la madre di Kit, donna con cui intrattiene rapporti di cordialità e stima nonostante le differenze di rango, ad una cena a cui prenderanno parte diversi esponenti della Londra bene. Qui Bee farà la conoscenza di Julian Lennox, visconte di Warthmore, giovane brillante e disinvolto, con cui nascerà una di quelle alchimie che la giovane non oserà riconoscere neppure con se stessa e che si nutrono della miscela esplosiva di attrazione e repulsione.

L.W., una forchetta d’argento tra le dita di una mano, un coltello nell’altra, la guardava negli occhi. I suoi erano di un grigio verde cupo […] Le fiammelle delle candele si riflettevano nelle sue iridi come piccole stelle. Ma lo sguardo dell’uomo cadde ancora sulla sua cicatrice, che si fece bruciante sotto la pelle, spargendo calore e rabbia dentro le viscere.

Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

La cena scorre tranquilla, scandita dalle conversazioni tra commensali a cui Beatrice non può prendere parte più di tanto. Ma il colpo di scena non si fa attendere: al termine della serata, il corpo esanime di uno degli invitati – mister Carter Lacy, imprenditore di successo – viene ritrovato riverso nella biblioteca di casa Ashbury.

Sul caso verrà chiamato ad indagare Archer Blackburn, ispettore capo di Scotland Yard, uomo arcigno dall’aria inflessibile, come rivela anche il ritratto che ne restituisce la voce narrante:

Costui era un trentenne alto […] Li guardava tutti con gli occhi di un azzurro chiaro ma intenso e una V corrugata tra le sopracciglia alte su arcate pronunciate.

Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

Dall’indagine condotta dall’ispettore emergeranno informazioni importanti circa gli affari economici della vittima intorno alla miniera di diamanti in India di cui era titolare, affari che vedono coinvolto il visconte Julian. Al contempo, anche Kit non sembra estraneo alla vicenda, dati i suoi rapporti con la vittima e la figlia di questi, miss Mabel. E in tutto questo, la stessa Bee si sente chiamata in causa in quanto testimone del ritrovamento della vittima. Da qui si dipana un filone d’indagine parallelo condotto dalla stessa ragazza accanto a quello ufficiale, che intende andare fino in fondo al caso anche per fare luce sulla reale natura di Kit, di cui continua a sentirsi attratta malgrado il suo comportamento nei suoi confronti non sia dei più encomiabili.

Tra giallo e romance, indagini e sentimenti

In Miss Bee gli ingredienti del giallo classico sono miscelati con la sapienza di chi maneggia con maestria la materia. Evidente l’omaggio ad Agatha Christie nella scelta dell’ambientazione e dell’impianto narrativo, imperniato sull’individuazione del colpevole muovendo da una rosa di possibili sospettati. Ma a partire dal modello, l’autrice lascia la sua personalissima impronta nel dare centralità al ruolo di Bee che partecipa attivamente alle dinamiche di relazione con i vari personaggi, intessendo una fitta trama di rapporti che si muove con una pluralità di cerchi concentrici intorno alla trama principale, quella del giallo. Rapporti che gravitano innanzitutto intorno alla rete familiare –  di reverenziale affetto, nel caso del padre Leonida, di affettuosa complicità con la piccola Lucilla, di maggiore conflittualità e diversità di vedute nei confronti di Clara. Quindi, rapporti che interessano la più ampia rete di personaggi rappresentanti di un ceto sociale a cui Bee sa di non poter appartenere: Kit, Minerva, Julian, Mabel, Octavia, fidanzata di Alastair, uno dei fratelli di Julian. Bee si rende testimone degli intrighi che caratterizzano l’atmosfera artefatta dei salotti londinesi, dominata dall’ostentazione del lusso e del privilegio:

Gli invitati sorseggiavano champagne, alcuni in piedi, altri seduti su divani tappezzati color talpa che alla luce calda assumeva una sfumatura rosata, mentre il grammofono con il corno d’ottone suonava quella musica con trombe e trombette che tutti chiamavano jazz.

Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

In questo clima si innesta tutta la rete di sentimenti, rivalità, gelosie, invidie che concorrono a dare spessore ai singoli personaggi e restituiscono loro tutte le sfumature psicologiche che caratterizzano l’animo umano, secondo la migliore tradizione del romance, altro genere letterario molto caro all’autrice:

Mai come adesso avevano sentito entrambi di essere ad un punto di rottura […] Quando si pronunciavano ad alta voce certi sospetti, si poteva ancora parlare di amicizia […]? Si poteva aggiustare quel che si era rotto? (Kit e Julian)

Beatrice indietreggiò. C’era una tale cattiveria nel suo sguardo che lei, per la prima volta nella sua vita, non si sentì al sicuro” (Bee e Kit)

Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola

Precisione stilistica e gioco di equilibri narrativo

Lo stile della Gazzola è inconfondibile. L’autrice, quando si tratta di dare voce ad un personaggio, sa essere molto dettagliata nell’attribuirgli caratteri fisici e comportamentali che guadagnano nel corso della narrazione notevole concretezza. Il lessico è pulito, accurato e la lettura complessiva scorrevole grazie a una sintassi sciolta, in cui i dialoghi e le descrizioni convivono in un felice gioco di equilibri narrativo.

Miss Bee, fragile e vera: una protagonista moderna

Che il romanzo sia autoconclusivo rispetto al giallo ma contenga un finale aperto rispetto alle vicende personali di Bee, rende giustizia alla complessità e alla ricchezza di una protagonista che ha dimostrato di avere ancora tanto da dare. Intraprendente, tenace, moderna nel proposito di autoaffermarsi in un’epoca in cui le donne venivano relegate ad un ruolo subalterno. Imperfetta nelle sue fragilità, ma vera nel suo coraggio. Verrebbe proprio da dire: una di noi.

L’autrice

Alessia Gazzola (1982), messinese di nascita ma veronese di adozione, è laureata in Medicina con specializzazione in Medicina Legale. Ha esordito nel 2011 con L’allieva, da cui è stata tratta la fortunata serie tv con Alessandra Mastronardi, a cui seguono Un segreto non è per sempre, Sindrome da cuore in sospesoLe ossa della principessa, Una lunga estate crudele, Un po’ di follia in primavera, Arabesque, Il ladro gentiluomo (con cui ha vinto il premio bancarella 2019) e  La ragazza del collegio, tutte incentrate sulle vicende di Alice Allevi. Dopo i romanzi autoconclusivi Non è la fine del mondo, Lena e la tempesta e Un tè a Chaverton House, nel 2020 pubblica Questione di Costanza, a cui seguono Costanza e buoni propositi e Costanza è un’eccezione, trilogiada cui è stata tratta la serie tv prodotta da Rai fiction. Le sue ultime pubblicazioni sono Miss Bee e il principe d’inverno e Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata (2025).

Informazioni sul libro

Titolo: Miss Bee e il cadavere in biblioteca
Autore: Alessia Gazzola
Editore: Longanesi
Pagine: 256

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Immagine in apertura di Thomas Kelley

A cura di Silvana Pincione

Sono Silvana e la passione per la scrittura mi guida da sempre lungo l’autostrada della vita. Ligure di nascita, ma abruzzese nelle radici e nel cuore, amo la letteratura e la poesia – la mia formazione classica ha lasciato il segno. Sono lettrice vorace di narrativa e di saggistica, soprattutto nei campi della pedagogia e della psicologia, e ho un debole per i gialli.
Considero i libri vere e proprie vitamine che nutrono la mente e il passaporto assoluto verso la libertà, perché non c’è niente di più potente dell’immaginazione quando si tratta di viaggiare alla scoperta di altri mondi.
Nel tempo libero mi perdo tra il significato dei nomi e la loro storia – l’onomastica è un’altra mia passione curiosa che non mi abbandona –  e condivido i miei spazi con tre gatti che adoro: Sibilla, Helios e Melody. compagni silenziosi e fedeli di tante letture.

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Tag: , Last modified: 30 Giugno 2025