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Citazioni “Ogni sintomo è un messaggio” di Claudia Rainville

Scegliere quali citazioni riportare per darvi un assaggio del libro Ogni sintomo è un messaggio non è stato semplice perché è un saggio che ha a dir poco consumato la matita che usavo per segnare i passi importanti da ricordare. 😉 Alla fine, dove attenta riflessione, ho scelto quelle che potete leggere qui di seguito:

Ognuna delle esperienze emozionali vissute dallo stato fetale in poi, ha dato luogo a una o più conclusioni tutte registrate nella memoria emozionale del cervello libico, e molto spesso ci fanno reagire in modo inadeguato. (pg. 33)

Quando una situazione provoca in noi una reazione emotiva, vi sono forti probabilità che questa situazione sia in risonanza con un evento passato registrato nella memoria emozionale. Accusare l’altro di essere responsabile della nostra reazione, sperare che lui o lei cambi non è la soluzione: non appena ci ritroveremo davanti a una situazione simile (con quella persona o con un’altra), reagiremo di nuovo allo stesso modo, a meno che non trasformiamo il dato memorizzato nel cervello limbico. La memoria emozionale del cervello limbico contiene la risposta a molte cause di malessere, di disturbi e di malattie. (pg. 35)

… la chiave per uscire da questa prigione emozionale sta nello smettere di consolarmi, scegliendo invece di vivere il mio dolore esprimendolo a una persona che sappia accogliermi. (pg. 38)

Più allarghiamo il campo della coscienza, più possiamo intervenire per trasformare favorevolmente il nostro mondo, tenendo sempre più saldamente le redini della nostra vita; d’altro canto, più il campo della nostra coscienza è limitato, più subiamo gli assalti del mondo che abbiamo creato con la nostra ignoranza. La nostra realtà è qualcosa che creiamo noi stessi ad ogni istante con i pensieri sui quali ci sintonizziamo, con le parole che pronunciamo, con le scelte che facciamo; se scegliamo di ascoltare musiche o canzoni tristi, la nostra realtà per forza diventerà triste, che ne siamo consapevoli o meno. (pg. 68)

Ricordati che prendere le distanze non significa diventare indifferenti, oppure non intervenire quando ne abbiamo i mezzi. Prendere le distanze significa comprendere ciò che l’altro vive, accettare la situazione che attraversa, tendergli la mano se possiamo, ma anche accettare di lasciargli vivere la sua sofferenza se non vuole aiuto, ed accettare la nostra impotenza quando non possiamo far nulla. (pg. 141)

La simbologia del corpo mira a una ricerca introspettiva delle cause che hanno originato le manifestazioni di squilibrio. È dunque sempre essenziale sapere in quale contesto è comparso il disturbo o la malattia perché la medesima manifestazione può avere cause molto diverse da una persona all’altra, proprio come cause molto simili tra loro possono originare manifestazioni diversissime in individui diversi. (pg. 200)

E ora qualche esempio semplificato della simbologia del corpo:

Braccia: rappresentano le nostre capacità di prendere e di eseguire. L’impressione di aver preso qualcosa di troppo, o il pensiero “devo far tutto io” può far venire male alle braccia. Domande: che cosa non com-prendo, o non ho accettato? Che cosa rimpiango di aver perso?

Gambe: rappresentano la capacità di andare avanti. Il mal di gambe è spesso collegato alla paura di procedere verso nuove direzioni.

Piedi: rappresentano il nostro avanzare nella vita. Il dolore ai piedi è spesso collegato con l’impressione di non andare avanti, di rimanere “sul posto”. Possiamo sentirci bloccati in ciò che desideriamo fare. Domanda: Ho l’impressione di girare in tondo, di non avere più uno scopo nella vita?

Occhi: rappresentano la nostra capacità di vedere, di guardarci, di guardare gli altri e la vita.

Pelle: costituisce lo strato protettivo che avvolge il corpo, ma soprattutto è l’organo del tatto, sicché i problemi di pelle riguardano i nostri contatti con gli altri. Ci sentiamo respinti, abbandonati, svalutati o incompresi? O siamo forse noi stessi a rifiutarci, a svalutarci, a non voler più contatti con gli altri?

Per chi non avesse letto il libro e ne fosse rimasto incuriosito, ecco qualche informazione in più:

Recensione di “Ogni sintomo è un messaggio”

Metamedicina. La guarigione a portata di mano

Immagine: Chiara Cremaschi

Immagine: Chiara Cremaschi

Immagine: digitalart

Ho già parlato di Claudia Rainville con il libro Cambia la tua vita, ma Ogni sintomo è un messaggio è di certo la sua opera più conosciuta e apprezzata. Si discosta dal primo per l’argomento discusso, ma ne conserva il proposito: offrire al lettore degli strumenti per affrontare la vita quotidiana in modo più consapevole. Sicuramente chi mi segue da un po’ avrà notato che tutte le mie recensioni sono positive, non perché mi piaccia tutto quello che leggo, bensì perché scelgo di recensire solo libri che ho trovato utili e interessanti. Perlomeno dal mio punto di vista e sulla base del mio percorso di vita. Alcuni libri se ne stanno comodi nella mia libreria da decenni, altri sono nuovi inquilini a cui ho riservato un posto d’onore: è questo il caso di Ogni sintomo è un messaggio e, più in generale, dei libri della Rainville che ho scoperto qualche mese fa. [Continua a leggere la recensione del libro]

Il libro:

Ogni sintomo è un messaggio di Claudia Rainville

Titolo: Ogni sintomo è un messaggio – Metamedicina. La guarigione a portata di mano
Autrice: Claudia Rainville
Editore: Edizioni Amrita
Traduzione: Daniela Muggia
Pagine: 370
Prezzo: 24,00 euro
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Tag:, Last modified: 21 Ottobre 2019