L’atmosfera
Siamo nel dicembre del 1927, in Inghilterra. Neve, tanta neve. Un invito “inatteso” per festeggiare l’ultimo dell’anno in un’antica dimora, insieme a un cast di personaggi che sembra uscito da una commedia di serie B. Il tono di Benedict Brown non cerca il realismo cupo del delitto, ma si muove su un binario a tratti surreale. Il narratore è Marius, l’invitato che non conosce nessuno degli altri ospiti ad eccezione di Lady Isabella, suo mai dimenticato amore di gioventù. E poi, come richiede qualsiasi giallo che si rispetti, viene messo in scena il delitto. È qui che il tono della narrazione rischia di far deragliare il romanzo, a meno che il lettore non accetti implicitamente l’ironia sottostante che trasforma la tragedia in una coreografia di maschere.
L’identikit dei protagonisti
Marius Quin
È un autore con il blocco dello scrittore e una marea di debiti. È la voce che guida il lettore attraverso il mistero e lo fa in modo ironico, seppur infantile e spesso sopra le righe: dopo il delitto, lo ritroviamo ad affrontare gli eventi con un distacco e una leggerezza spiazzanti. Attribuisce simpatie e antipatie che lo accompagnano in ogni fase dell’indagine, trasformandolo in una sorta di teatrante. Risulta però riuscito il rapporto con il suo bassotto, Percy, che alleggerisce la superficialità a tratti irritante del protagonista:
Abbassai lo sguardo sul mio compagno a quattro zampe, che in realtà non sembrava poi tanto più vivace di prima. «Sei pronto per un fine settimana selvaggio, Percy? Spero che tu abbia portato la giacchetta elegante.» Percy non disse nulla, perché era un cane.
tratto da Assassinio a Everham Hall di Benedict Brown
Lady Isabella
Si contrappone a Marius e si mostra come l’aiutante pragmatica e di buon cuore, capace di far sentire ogni sospettato a proprio agio e di carpire informazioni utili per le indagini. Sembra essere l’unica a cui importi davvero di scoprire l’assassino, nonostante anche lei rimanga avvolta da un’aura di superficialità. È, tuttavia, la portatrice dei rari momenti di lucidità di cui gode l’indagine e a lei dobbiamo l’unico, vero colpo di scena del romanzo (e no, non si tratta della scoperta del colpevole).
L’espediente tecnico (per chi scrive)
Leggendo questo romanzo mi sono spesso ritrovata in balia di emozioni contrapposte, perché ho sofferto per l’eccessiva leggerezza che l’autore ha scelto di conferire al tono narrativo.
Agli scrittori in erba viene insegnato che ogni azione dovrebbe avere una conseguenza emotiva; tuttavia, nel Cozy Crime estremo si può scegliere la via della “farsa”, in cui il personaggio attraversa gli eventi evolvendo solo in modo superficiale. La reazione di Marius il giorno dopo l’aggressione a un altro personaggio è, in questo senso, emblematica:
“Mi lasciai alle spalle la vecchia ala della casa e sbirciai nell’infermeria improvvisata, dove dormivano i due pazienti e le loro infermiere. Poppy era sdraiata su uno dei divani e fui felice di vedere che il coltello nella spalla fermava ancora il sangue.
Per un attimo mi chiesi se corresse il rischio di tetano o di qualche altra sciagura simile, ma potei solo concludere che se ne sarebbe preoccupata Bella al posto mio. […]Avevo notato una tendenza all’ottimismo nelle giornate di sole, e non l’approvavo affatto. Mi sarebbe servita una sana dose della mia solita negatività, mentre indagavo sulle azioni malvagie dell’uomo. Invece, passeggiai fino alla sala della colazione canticchiando un’allegra melodia.
tratto da Assassinio a Everham Hall di Benedict Brown
Marius è un protagonista “ibrido”: ha vissuto situazioni forti come la guerra e la fuga da un amore mai dimenticato, è schiacciato dai debiti e, dopo il successo del primo romanzo, soffre del blocco dello scrittore. In apparenza ha un grande potenziale di crescita, ma sembra che nulla di quanto accada riesca davvero a scalfirlo. Ad eccezione di Lady Isabella, i personaggi appaiono come macchiette o teatranti, rendendo difficile per il lettore creare un legame empatico. È una scelta di campo che offre una lettura estremamente leggera e privilegia l’intrattenimento disimpegnato alla profondità psicologica.
Il bilancio
Potrebbe deludere chi
Predilige personaggi tridimensionali, cerca una trama complessa e si aspetta una risoluzione del mistero meno intuitiva e più ricca di sfumature.
Lo consiglio a chi
Cerca una lettura d’evasione pura, ama le ambientazioni classiche alla Agatha Christie rivisitate in chiave ironica e predilige un giallo “scacciapensieri”, senza troppe pretese di introspezione.
E voi? In un giallo preferite la “farsa rassicurante” dove nulla ferisce davvero i protagonisti, o sentite il bisogno di vedere le cicatrici dei personaggi anche tra un tè e un delitto?
Informazioni sul libro
Titolo: Assassinio a Everham Hall (I gialli di Marius Quin Vol. 1)
Autore: Benedict Brown
Editore: Storm
Pagine: 304
