Come affrontare il passato

Immagine: Le Luxographe

Immagine: Le Luxographe

Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.
– George Santillana –

Volse lo sguardo e si ritrovò davanti due occhi di ghiaccio che lo fissavano attoniti. Ghiaccio puro, ghiaccio sotterraneo. Si spaventò nello scorgere uno sguardo antico e dimenticato.
Era di nuovo bambino, lo specchio non mentiva, e quello sguardo gli ricordò il suo passato e tutte le paure che non era riuscito ad affrontare. Un buco nero, memorie represse che ora tornavano dispettose a tormentarlo.

Era lui, solo, di fronte a quello specchio e a quella inafferrabile, angosciosa domanda: “E se il passato ritornasse?”

Il passato ritorna ogni giorno nella nostra vita, la mente si affolla di ricordi che, spesso, vorremmo relegare in un angolo della mente.
Dimenticare gli avvenimenti tristi e conservare solo quelli felici è un sogno condiviso da molti, ma per quanto desiderabile la natura non ci ha dotati di una memoria selettiva.

Tempo fa avevo già affrontato l’argomento concentrandomi sugli aspetti più negativi del ricordo, sui traumi e sui possibili motivi per cui lasciassero un’impronta indelebile dentro di noi. In questo post, al contrario, voglio parlare di quei ricordi tristi, legati spesso a un sentimento di perdita o a un rimpianto, che non riusciamo a vivere serenamente.


L’importanza del ricordo

Immagine: Cristian V.

Immagine: Cristian V.

Perché parlare del passato quando la scelta più saggia sarebbe dimenticare?
Semplicemente perché dimenticare può non essere la scelta più saggia. Al contrario, più spesso di quanto si sia disposti ad ammettere il passato deve essere affrontato, così come i nostri errori. Voltare lo sguardo e fingere di non vedere, non rende invisibile la realtà e le conseguenze delle nostre scelte.

Perché arrendersi al ricordo e, in apparenza, accettare nuovamente di soffrire?
Per un unico ma fondamentale motivo: solo il ricordo accettato è un ricordo di cui ci potremo infine liberare.

Capire la natura di un ricordo aiuta la mente a perdonare il dolore e a lasciarselo alle spalle.
Secondo Carl Gustav Jung “sia il passato come realtà, sia il futuro come potenzialità, guidano il nostro comportamento presente“.

Essere consapevoli di ciò che abbiamo vissuto e di ciò che vorremmo vivere diventa quindi basilare per dare una direzione e, perché no, un senso al nostro presente.

Ma come ci si libera da un passato che ci assale a tradimento instillandoci paura, tristezza e un profondo sentimento di perdita o mancanza?
Come accettare quello che abbiamo perso, che non siamo riusciti a ottenere o che abbiamo rifiutato poi pentendocene?


Affrontare il proprio passato

Immagine: Julien Sanine

Immagine: Julien Sanine

Il primo passo, affermano gli esperti, è guardare negli occhi il mostro fidandoci del fatto che un suo sguardo non ci ucciderà. Per lasciarsi il passato alle spalle, infatti, è fondamentale affrontarlo, il che spesso significa affrontare una qualche perdita, reale o presunta, che abbiamo subito nella nostra vita.

Il secondo passo sono, in realtà, alcuni semplici comportamenti che possiamo attuare per rubare energia al ricordo doloroso, sgonfiarlo come faremmo con un palloncino, e liberarci quindi dalle sue catene immaginarie.
I consigli che riporto qui sotto sono ispirati all’articolo di Laurie Pawlik-Kienlen, “Letting go of your past”, dove potrete approfondire l’argomento se desiderate.


6 consigli per guarire i ricordi

Immagine: Zlatko Vickovic

Immagine: Zlatko Vickovic

  1. Sfogarsi. Scrivere, parlare, disegnare, cantare: dobbiamo dar libero sfogo ai nostri ricordi senza trattenerli o reprimerli. Blindarli nella mente non farà che accrescere la loro impronta negativa sul nostro presente. Accettarli attraverso la creatività, invece, li priverà di energia riportandoli alla loro giusta dimensione.
  2. Accettare il dolore del ricordo. Non reprimere il passato e accettarne un breve ritorno nella nostra vita è un atto che implica coraggio. All’inizio sarà doloroso e ci farà stare male, ma è un prezzo che vale la pena di pagare per conquistare la consapevolezza che il passato non tornerà. Rassereniamoci.
  3. Risolvere i conflitti. Se possibile, dovremmo rivedere le persone coinvolte nel nostro ricordo doloroso e provare a chiarire confessando i nostri veri sentimenti e ammettendo gli errori commessi.
    Se questo, al contrario, non fosse possibile possiamo comunque risolvere i conflitti passati in un altro modo: ad esempio, proviamo a scrivere una lettera e mentre la scriviamo lasciamo scivolare nelle parole tutti i ricordi dolorosi, la rabbia, il risentimento, il rimpianto. Una volta terminata pieghiamola su stessa e poi strappiamola in tanti pezzi. Accompagniamo ogni strappo con un nuovo pensiero, un nuovo ricordo: io perdono. Liberiamo il passato e liberiamo noi stessi dai suoi ricordi dolorosi.
  4. Esprimere le emozioni. Parlare e condividere i propri sentimenti è importante. Accettare la realtà delle nostre emozioni significa liberarle dalla prigione interiore in cui le abbiamo relegate e saper dire addio.
  5. Perdonare. Se abbiamo commesso errori nel nostro passato è inutile provare rimpianti. Quel che è fatto è fatto. Al contrario, è necessario perdonarsi accettando la propria vulnerabilità e fallibilità. Ed è altrettanto necessario scusarci con chi abbiamo involontariamente fatto soffrire e chiedere loro perdono. Il perdono, infatti, è la chiave per liberarci dall’infelicità di un ricordo.
  6. Chiedere aiuto. In alcuni casi potrebbe essere importante chiedere e accettare l’aiuto degli altri. L’orgoglio è un’ancora gettata sul nostro vecchio sé: per lasciar andare il passato è necessario mettere da parte l’orgoglio e accettare l’umiltà che ne deriva.

Fare il meglio che si può

Immagine: Le Luxographe

Immagine: Le Luxographe

Infine, accanto ai consigli pratici, l’esperienza mi ha insegnato che rimpiangere i propri errori è del tutto inutile perché il passato non si può cambiare.
Anche se avessimo la facoltà di riviverlo non potremmo modificarlo perché, per quanto avremmo desiderato essere più bravi, abili o intraprendenti abbiamo semplicemente fatto il meglio che potevamo fare per la persona che eravamo in quel momento.
Possiamo migliorare, sempre, ma non nel passato, solo nel presente e questa è la speranza che diamo al nostro futuro e alle persone che decideranno di farne parte.

Il passato non è un nemico da sconfiggere, ma un vecchio amico ferito e umiliato da comprendere.
Più lo respingeremo più ci tormenterà, ecco perché è importante affrontarlo: se lo accettiamo ora non gli daremo lo spazio per ripetersi nel futuro. Né attraverso di noi né attraverso gli altri.

E voi come affrontate i ricordi spiacevoli? Quale rapporto avete con il vostro passato? Vi sentite sue vittime o ne siete i protagonisti?

 

5 Commenti

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    Anonymous 4 dicembre 2012 (15:50)

    Tutto meravigliosamente vero. Grazie!

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    Pensiero Distillato 5 dicembre 2012 (10:18)

    Lieta che l’articolo ti sia piaciuto. Grazie per il commento! 🙂

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    Ariane 6 novembre 2014 (22:37)

    Sono totalmente d’accodo con tutto ciò che hai scrito. Ho appena scoperto questo sito e sicuro sarà molto utile per imparare meglio l’italiano. Un bacio brasiliano e auguri per tutto.

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    mim 27 maggio 2015 (13:11)

    Non fa una piega.