Scritto da L'Imbrattacarte Tecniche di Scrittura

Il narratore: l’egocentrico altruista

Bene, ora che abbiamo una trama e i personaggi chiacchierano amabilmente con noi, che cosa ci manca per iniziare a scrivere il nostro romanzo?

Ladies and gentlemen, ecco a voi il narratore.
Chi è costui? Potremmo definirlo il nostro chaperon, l’autista che guiderà il lettore alla meta ed è per questo motivo che non può essere scelto con leggerezza: una guida sbagliata potrebbe compromettere la buona riuscita del viaggio.

Immagine di Dayna Bateman

All’agenzia di collocamento ci hanno indicato 3 ottimi chaperon. Te li presentiamo perché tu possa valutare quale fa al caso tuo.
 

Narratore in prima persona

Il narratore in prima persona è qualcuno che “è o era presente al momento del fatto”: può essere il protagonista del romanzo o un testimone che racconta la vicenda, non è però la personificazione dello scrittore. In poche parole il narratore non sei tu! Al bando le manie di protagonismo.

In fiction, the first-person narrator is a character you create. Since you have created him and decided to let him tell the story, it is your duty to remember that he is no one but himself. Allow him his own voice, his own beliefs, his own eccentricities, however distant they may be from your own. Think of the first-person narrator as your chance to be somebody else for a while, like an actor playing a role.[cit]

Stai attento quando peschi dalla tua realtà per raccontare perché spesso tendiamo ad essere indulgenti, troppo indulgenti, verso i nostri ricordi. Non è sbagliato usare la nostra esperienza, al contrario, ma dobbiamo distaccarcene un po’ per poterne raccontare al meglio. Ad esempio se vuoi mostrare il “senso di perdita” che angoscia un tuo personaggio nessun problema ad attingere dalla tua storia d’amore andata a male, ma non far accadere la stessa identica cosa anche a lui, cambia la situazione: fargli perdere il lavoro piuttosto che il ragazzo/la ragazza!
Questo ti permetterà di attingere a un terreno fertile di emozioni senza cadere nel sentimentalismo.

Non necessariamente, però, il narratore sarà qualcuno che ti starà simpatico: prendine coscienza e lasciagli spazio.

You may not like your first-person narrator, and that’s fine. Let her talk. She has a story to tell in her own way; the worst thing you can do to her story is impose yourself on it.[cit]

E se qualcuno ti associasse al narratore e pensasse che sei una cattiva persona? Hum, vediamo, domanda da mille mila euro: sei TU il narratore? Attento alla risposta perché la dovresti conoscere!
Lo scrittore NON è il narratore. Risposta corretta, benissimo! Ripetiamolo insieme: “Lo scrittore non è il narratore”.
E allora di cosa ti preoccupi? 😉

Immagine di Petras Gagilas

Per concludere: si potrebbe pensare che un narratore in prima persona è più semplice da gestire, più malleabile, ma non è così. Se lo scegli per la tua storia non dimenticare mai che non siete uguali, che lui ha una sua personalità. È vivo tanto quanto te, o perlomeno così lo deve percepire il lettore.
 

Narratore in terza persona

Il narratore in terza persona può essere onnisciente, ma può anche non esserlo.

Il narratore onnisciente sa tutto e lo racconta al lettore come se fosse una sorta di dio che assiste senza intervenire. Non essendo presente sulla scena, neppure il lettore può esserlo e si limita quindi a osservare la vicenda da una certa distanza.

Immagine di Sanctuary photography

Il narratore che non è onnisciente è un narratore immerso in terza persona, ovvero un narratore che entra nella mente di uno dei personaggi e da lì narra la storia mantenendo però una certa distanza.

Il narratore in terza persona può essere caratterizzato da un’introspezione superficiale il che significa che il narratore descrive i fatti con voce neutrale e si limita a riferire le motivazioni del personaggio di cui esprime il punto di vista.
Si ha un’introspezione profonda, al contrario, quando il narratore mostra i fatti così come il suo personaggio “li vede accadere”. Il lettore si trova letteralmente nella testa del personaggio.

Omniscience works from the outside in; even if the omniscient narrator concerns himself with only one character, he is still free to rove around and observe things that the character can’t see. In third-person-limited, however, the readers are not allowed to perceive or observe anything that the main character cannot perceive or observe, which some¬what limits the kinds of description you may use.[cit]

Vi è un terzo tipo di narratore in terza persona chiamato “il punto di vista cinematografico”: in questo caso il narratore descrive solo gli atteggiamenti dei personaggi che si rivelano attraverso le espressioni del volto, i gesti, le pause o le parole. Non può entrare nella mente di nessuno: l’occhio del narratore è come una telecamera posta alle spalle del personaggio del punto di vista.

Immagine di Piero Fissore

Abbiamo deliberatamente ignorato un’ulteriore voce narrante, il narratore in seconda persona, e tante sfumature legate sia al narratore in prima che a quello in terza persona. C’è un intero mondo da esplorare e il proposito di questo articolo era quello di offrirti un superficiale ma solido punto di partenza.

Passiamo ora allo stile? Sei pronto?

Immagine di Sarah Macmillan

Nella prossima puntata: lo Stile
Per approfondire:




Tag: Last modified: 3 Novembre 2019