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Citazioni “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”

Riporto alcune citazioni tratte dal libro Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto di Ute Ehrahardt:

Apparentemente tranquilla, nell’intimo è lacerata da un conflitto: se da un lato la Donna Nuova vuole piacere agli altri e si sforza di accontentare tutti, dall’altro sa di spingersi in una spirale di subordinazione, di dipendenza. Vorrebbe imporsi senza ferire, raggiungere il suo scopo senza travolgere, essere critica ma non maldicente, esprimere la propria opinione e convincere gli altri senza prevaricarli, essere sicura di sé senza spaventare. (pg. 7)

Anche voi no osate fare il primo passo? Anche voi rinunciate troppo facilmente a ciò che è importante? Anche voi agite contro i vostri interessi? Allora dovete imparare a portare rispetto a voi stesse. Il senso del vostro valore non deve dipendere dall’avere un merito o meno. Solo chi crede in se stesso, può convincere gli altri di sé. (pg. 37)

Anche quando rompono il silenzio, le donne raramente prendono posizione con chiarezza; preferiscono tentare di lasciare più strade aperte.
Temono di rimanere imprigionate in una chiara presa di posizione, credono di doversi attenere per sempre a ciò che hanno detto in precedenza, rifuggono un presunto obbligo di coerenza. La giustificazione maschile dell’incostanza e della volubilità: “Chi se ne frega delle stupidate che ho detto ieri”, con le donne non funziona. Vengono definite lunatiche quando cambiano un’opinione in maniera percettibile. Per questo tendono a servirsi di un’intonazione e di un lessico poco incisivi. (pg. 104)

Il fatto è che le donne tendono con forza a frenare se stesse. A cominciare dall’ideale di magrezza che tormenta la psiche di molte. Queste presunte norme son state create soltanto dalle donne; gli uomini se ne occupano molto meno. Le donne creano la norma, la impongono e poi ne attribuiscono la responsabilità agli uomini. L’osservazione innocua di un’amica: “Sei leggermente ingrassata!” coglie nel profondo più della critica di un uomo. Evidentemente le donne tengono più in considerazione il giudizio delle loro simili che dei rappresentanti dell’altro sesso. Alla maggior parte degli uomini non importa se la moglie ha messo su un paio di chi li. Molti non se ne accorgono nemmeno. (pg. 151)

Le ragazze e le donne giovani sanno raramente quello che fanno quando rinunciano a un’istruzione di qualità. Consegnano il loro futuro in mano a un uomo immaginario, di cui non sanno nulla ma al quale affidano, senza neanche accorgersene, le proprie opportunità di vita. (pg. 176)

Per chi non avesse letto il libro e ne fosse rimasto incuriosito, ecco qualche informazione in più:

Recensione di “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”

Immagine: Gabriela Camerotti

Immagine: Gabriela Camerotti

Ho iniziato a interessarmi alla questione di genere all’Università. Non che ai tempi mi sentissi discriminata, al contrario, ero convinta che le donne fossero ormai pienamente integrate nella società, almeno in Occidente. Le torri gemelle svettavano ancora su New York, gli USA non avevano dichiarato guerra a nessuno e l’Oriente era sinonimo di buddismo e induismo. Non vi era alcuna “condizione delle donne” all’ordine del giorno, anche se giungevano voci di discriminazione nelle zone rurali della Cina e dell’India.

Ero una ventenne ottimista e fiduciosa convinta che se solo avessi capito cosa volevo fare nella vita le porte mi si sarebbero spalancate. Il fatto di essere donna non mi avrebbe precluso alcun traguardo, mentre ritenevo che qualche brutto tiro avrebbero potuto giocarmelo tutt’al più il mio carattere introverso e la crisi economica.
Ero giovane e ingenua, ma grazie a libri come Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto di Ute Ehrahardt mi risvegliai dal sogno e iniziai a riformulare le mie convinzioni su basi più solide.
Ehraharldt è una psicologa tedesca che si occupa da decenni del ruolo delle donne nella società.

Le donne sono brave. Arrendevoli, cortesi, modeste e generose. Queste sono le qualità che ci si aspetta da loro; questa è l’immagine che loro stesse hanno di sé.

[Continua a leggere la recensione del libro]

Il libro:

Titolo: Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto
Autrice: Ute Ehrahardt
Editore: Tea
Traduzione: Boschetti S.
Pagine: 190
Prezzo: 8,00 euro
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Tag:, Last modified: 21 Ottobre 2019