Scritto da Mente Creativa Psicologia

Crisi interiore nelle personalità creative

Crisi è una parola che risuona minacciosa nella nostra vita quotidiana: preannuncia tempi difficili in cui saremo costretti a stringere la cinghia, accettare di fare sacrifici nella speranza di giorni migliori.
Crisi deriva dal greco krísis e significa scelta, giudizio. Anche se oggi la usiamo in un’accezione prettamente negativa, in origine la sua valenza era neutra e indicava quei momenti nella vita in cui si era messi di fronte a una scelta, una decisione da prendere. Indicava la rottura con il passato e faceva coppia con la parola cambiamento.
Di crisi la società ne ha vissute tante, ma ancora più numerose sono state le crisi che hanno accompagnato gli esseri umani dall’alba dei tempi: le cosiddette crisi interiori.

Prima o poi capita a tutti di ritrovarsi nel bel mezzo di una crisi esistenziale, grande o piccola che sia, in cui non siamo soddisfatti di quello che abbiamo, le persone intorno a noi non ci comprendono e non sappiamo come liberarci del malessere.
I motivi per cui la vita ci pone di fronte a una scelta sono molteplici, ma se nel bel mezzo della tormenta riuscissimo a scorgere una luce, a trovare una nuova angolatura dalla quale guardare la situazione forse sarebbe più semplice passarci attraverso.

Immagine: Lagariae

In questo post voglio esplorare uno dei motivi per cui spesso ci si ritrova impantanati in un momento di crisi interiore: una crisi dalla quale non è facile uscire perché determinata dal nostro carattere, dal tipo di persona che siamo e che non sempre incontra il favore degli altri.

Siamo combattuti tra il desiderio di piacere agli altri e il nostro modo d’essere che, volenti o nolenti, ci accompagna sin dalla nascita.
Vorremmo cambiare perché siamo convinti di essere irrimediabilmente sbagliati se “non siamo come gli altri”, se non riusciamo ad adeguarci alla cosiddetta “normalità”.
“Tu non sei normale” ci viene ripetuto e noi finiamo per crederci. Non è normale desiderare cose altre, emozionarsi per cose altre, non seguire la strada maestra e imboccare viottoli solitari.
E così sopraggiunge la depressione, più o meno profonda, che può sfociare negli attacchi di panico: un altro segnale, ci ripetiamo, del nostro essere innegabilmente sbagliati.
Catturati da una spirale discendente di pensieri ed emozioni negative, ci chiediamo se esista una via d’uscita, se la caduta prima o poi si interromperà.

Immagine: Robert Björkén

Immagine: Robert Björkén

Ebbene sì, la via d’uscita esiste ed è davanti a voi, in questo preciso momento. Avvicinatevi a uno specchio, guardate la vostra immagine riflessa e ripetete: “Sì, è vero, io non sono normale ed è la cosa più bella che potesse capitarmi”.
È probabile che vi sentiate stupidi nel farlo e che, per quanto vorreste, vi sia quasi impossibile pronunciare queste parole. Eppure provateci, iniziate a mettere in dubbio il “buon senso” di chi vi circonda.

· La personalità creativa ·

Vi continuano a ripetere che siete sbagliati, ma sbagliati in che senso? Troppo chiusi in voi stessi? Troppo emotivi? Troppo insicuri? E se, invece, foste solo creativi? Se la vostra fosse una di quelle che la psicologa Carla Sale Musio chiama “personalità creative”?
Scoprirlo è molto semplice: la dottoressa ne ha elencato le caratteristiche peculiari e i più evidenti punti deboli.

Le personalità creative sono dotate di:

  • creatività
  • empatia
  • sensibilità
  • emotività
  • generosità
  • altruismo
  • intuizione
  • concentrazione sul presente
  • leadership “poco appariscente”
  • facilità al cambiamento
  • disinteresse per il potere
Immagine: Jon Bunting

Immagine: Jon Bunting

I punti deboli delle personalità creative sono:

  • insicurezza
  • bassa autostima
  • discontinuità
  • dispersività
  • solitudine
  • relazioni circoscritte
  • scarsa competitivà
  • impersensibilità al rifiuto
  • emotività cangiante

Come va? Avete scoperto di non essere poi così male?

Se volete approfondire l’argomento, vi segnalo il blog che la dottoressa Sale Musio ha dedicato alle personalità creative, si chiama “Io non sono normale: io amo – un movimento in difesa dell’A-normalità” e vi mostrerà la ricchezza che si nasconde dietro una splendida a-normalità.
Ecco alcuni articoli:
Sulla creatività
Sull’altruismo
Sull’intuizione
Sull’insicurezza e la bassa autostima
Sulla solitudine

A questo punto non vi resta che fare un bel respiro, ritrovarvi nella vostra ricca interiorità e accettare che ci sono solo due vie per stare meglio:

  • mettere da parte la vostra natura creativa, zittirla per quanto vi sia possibile e adeguarvi ai desideri degli altri
  • rispettare la vostra natura creativa, lasciare che vi comunichi la sua bellezza e darle voce quando vi trovate in mezzo agli altri affinché possano conoscervi e apprezzarvi per chi siete veramente

Dovete mettere in conto che, qualunque decisione prenderete, a qualcuno continuerete a non piacere, ma è umano e soprattutto non è indispensabile piacere a tutti. È anche a questo che servono le crisi: ci insegnano a discernere ciò che è importante da ciò che non lo è.

La possibilità di essere se stessi, che è alla base di una sana autostima, si conquista sentendosi bene con i propri pensieri e con i propri sentimenti.
Qualsiasi essi siano.
Purtroppo, però, noi psicologi ci troviamo spesso davanti ad una sconcertante richiesta: i pazienti vogliono essere aiutarti a cancellare le loro emozioni per arrivare a non provarle più.
Raccontano di sentirsi diversi dagli altri proprio a causa di ciò che provano.
Giudicano eccessiva e sbagliata, la loro emotività. Carla Sale Musio

Immagine: Riza Nugraha

Immagine: Riza Nugraha

Per voi cosa è importante? Avete vissuto o state vivendo una crisi interiore perché pensate di avere un carattere sbagliato? Che cosa vi ha fatto credere di dover essere diversi per essere amati?

Foto in apertura di TheeErin

Tag: Last modified: 3 Novembre 2019