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Il cerchio rosso

Seth Godin nel suo libro Il canto del significato (edito da ROI Edizioni) parla del cerchio rosso, ma prima di spiegare di cosa si tratti è necessario partire da lontano:

Più di trecento anni orsono, Giovanni Battista de La Salle fondò la congregazione dei Fratelli delle scuole cristiane, una delle prime scuole in Francia che istruiva i bambini indipendentemente dal loro status sociale. Fondò anche una delle prime scuole al mondo dedicata alla formazione degli insegnanti.

Per gestire la classe, contribuì a sviluppare un sistema di premi e punizioni nel quale i bambini potevano comportarsi bene e, in cambio, evitare di essere puniti.

Seth Godin, Il canto del significato

Il sistema vi suona per caso familiare? Se ti comporti bene ottieni punti, premi, promozioni, altrimenti son guai. Ma cosa significa comportarsi bene?
Godin prosegue:

Se facciamo un salto avanti di un secolo possiamo vedere i risultati delle innovazioni di de La Sally. Il figlio di un amico è tornato a casa dal primo giorno di scuola elementare e ha mostrato orgogliosamente alla madre le cianfrusaglie di plastica che aveva guadagnato in classe.

“Sono rimasto in silenzio sul cerchio rosso e così ho guadagnato dei punti. E se lo faccio anche domani posso avere altri premi!”

Prima elementare. Stai fermo, tranquillo e ottieni un giocattolo.

Seth Godin, Il canto del significato

L’autore è un esperto di marketing e mostra le conseguenze di un tale apprendimento nell’ambito del lavoro, ma mi piacerebbe allargare il campo d’azione e chiedervi: se osservate la vostra vita, vi accorgete di un cerchio rosso che non osate oltrepassare? In famiglia, nelle relazioni in generale e sì, anche sul lavoro. A quali regole aderite per ottenere una ricompensa o evitare una punizione? Regole che vi costringono all’obbedienza per il quieto vivere. E cosa fareste se non temeste di oltrepassare il cerchio e scontentare qualcuno? Di fare quella domanda che vi ribolle dentro o di dire quella cosa che parla di voi e non di qualcun altro? Di compiere quell’azione che vi entusiasma alla sola idea, ma vi dite “meglio di no, non è il momento, non sarebbero d’accordo”?

Qual è il vostro cerchio rosso? E pensateci un attimo, solo un attimo, ma pensateci: come vi farebbe sentire oltrepassarlo? Varcare i suoi confini, fare un passo fuori, oltre, verso l’ignoto?

La vita, le scelte di una vita, si trovano tutte oltre quel cerchio rosso. Possono essere scomode e infastidire qualcuno, quel qualcuno che ci ama tanto perché rimaniamo al nostro posto, nel nostro cerchio perfetto. Se non le facciamo potremo anche apparire “buoni”, ma alla resa dei conti cosa o, meglio, chi finiremo per perdere?
Dove ci collochiamo quando compiamo una scelta? Ne siamo i protagonisti o agiamo il ruolo di comparsa? E se, invece, decidessimo di privilegiare la nostra di felicità e non quella di qualcun altro cosa accadrebbe? Cosa perderemmo? Cosa vinceremmo?

Immagine di travelnow.or.crylater

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Last modified: 12 Febbraio 2024