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10 libri usciti nel 2023 da leggere per l’autunno

Articolo scritto da Silvana Pincione

L’autunno è la stagione che preferisco. La natura intorno a noi rallenta i suoi ritmi e si prepara al riposo, ricordandoci quanto sia importante prenderci cura di noi stessi per riuscire a ritrovare la giusta carica per affrontare gli impegni quotidiani. E un libro è il dono migliore col quale possiamo gratificarci per fare un viaggio fuori dal tempo, magari avvolti in un morbido plaid e sorseggiando un infuso o una tisana – mi permetto di affermare che libro e tisana sono un binomio riuscitissimo. 🙂

Considerato che leggendo c’è chi cerca il brivido, chi la leggerezza,  chi la riflessione, ho tenuto conto delle preferenze individuali nel selezionare una miscellanea di dieci libri usciti nel 2023 di autori italiani diversi per generi, ma accomunati da una trama e da un intreccio avvincenti.

Come d’aria di Ada D’Adamo

La prima menzione non può che andare a Ada D’Adamo, autrice e vincitrice postuma del premio Strega 2023, Come d’aria. È la storia, vera, di Ada e di Daria, madre e figlia, la storia di una malattia a doppio senso. C’è la convivenza da parte di Ada con un tumore che l’ha colpita negli ultimi anni della sua vita, da una parte; c’è la forma di disabilità grave – non diagnosticata in fase pre-natale – con cui Daria convive fin dalla nascita, dall’altra. Ada ripercorre le tappe della sua vita successive alla nascita della figlia con un crudo realismo che abbatte i pietismi e le ipocrisie, rivendicando il principio inalienabile del diritto di autoaffermazione della donna di fronte alla maternità. Un libro difficile, che demolisce tabù e convenzioni sociali e che scava a mani nude nelle coscienze.

Titolo: Come d’aria
Autore: Ada D’Adamo
Editore: Elliot
Pagine: 144

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La vita di chi resta di Matteo B. Bianchi

Altra voce autentica che vale la pena ascoltare per il valore della sua testimonianza è quella di Matteo B. Bianchi ne La vita di chi resta. Matteo ha poco più di trent’anni quando trova il suo ex compagno – di cui conosciamo solo l’iniziale, S. – impiccato all’ingresso del suo appartamento. La relazione tra Matteo e S. è terminata da qualche mese, ma S. ha continuato a usare le chiavi di casa di Matteo; il giovane aveva dato segni di inquietudine negli ultimi tempi, ma nulla che lasciasse presagire l’esito fatale della sua scelta di togliersi la vita. La narrazione è imperniata sul doppio binario delle fasi che hanno scandito la relazione tra i due giovani e la quotidianità con cui Matteo si ritrova a fare i conti dopo la scomparsa di S., fatta di isolamento sociale, ricerche di sostegni terapeutici, puntualmente falliti, perdita di orizzonti di senso, dolore e disperazione. Un libro che denuncia una società in cui manca una reale consapevolezza dell’impatto lacerante sulla vita dei familiari delle persone suicide. Una presa di coscienza, cioè, che passi attraverso il riconoscimento del suicidio come un lutto con caratteristiche proprie, che marchia congiunti e amici della vittima del peso insostenibile del rimorso e del senso di colpa. 

Titolo: La vita di chi resta
Autore: Matteo B. Bianchi
Editore: Mondadori
Pagine: 252

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Tre ciotole di Michela Murgia

Da una narrazione biografica in prima persona si passa a una raccolta di racconti nell’ultimo libro di Michela Murgia, Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi. L’autrice dà voce ai suoi personaggi, differenti per età, sesso ed estrazione sociale, ma accomunati dal fatto di vivere una fase di transizione fondamentale nella loro vita, in cui le tre ciotole del titolo assumono il valore simbolico di rituale. Promuovere punti di vista diversi ha la funzione di ampliare anche le prospettive di chi legge, mostrando come le vicende umane rappresentate nei singoli racconti assumano significati e risonanze differenti, a seconda della personalità e dei vissuti di ognuno di loro. È dunque un invito ad andare oltre i pregiudizi, disincastrarsi dagli schemi, rivendicare la libertà di essere se stessi. Per riuscire, così, a risorgere dalle ceneri davanti ai cambiamenti che possono stravolgere l’esistenza umana.

Titolo: Tre ciotole. Rituali per un anno di crisi
Autore: Michela Murgia
Editore: Mondadori
Pagine: 144

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Geografia di un dolore perfetto di Enrico Galiano

C’è il rapporto  padre e figlio in tutte le sue variegate sfumature emotive nel libro di Enrico Galiano Geografia di un dolore perfetto. Il protagonista, Pietro, è cresciuto senza un padre al suo fianco, ma nonostante la ferita inflitta dall’abbandono, è riuscito a costruirsi una vita apparentemente senza ombre: è uno stimato professore universitario, è felicemente sposato ed è padre di un bambino. Fino al giorno in cui riceve una telefonata che rimette in discussione tutte le certezze e i traguardi raggiunti, costringendolo a fare i conti con sé stesso e con il suo passato. Pietro non ha scelta: deve partire. Si imbarca nel primo aereo disponibile per raggiungere Tenerife ed il suo viaggio, sospeso tra terra e cielo diventa la metafora del percorso che lo porterà a ritrovare se stesso, a confrontarsi con le sue ferite e le sue paure più ancestrali. Un libro che pone al centro uno degli interrogativi alla base dell’identità del singolo: esiste uno spartiacque che ci definisce come individui risolti, a noi stanti, o in realtà non smettiamo mai di essere figli dei nostri genitori?

Titolo: Geografia di un dolore perfetto
Autore: Enrico Galiano
Editore: Garzanti
Pagine: 288

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La portalettere di Francesca Giannone

Lasciamo il mondo contemporaneo per spostarci nel secolo scorso con La portalettere di Francesca Giannone. La narrazione è ambientata in Puglia e abbraccia un periodo lungo trent’anni compreso tra il 1934 e il 1961. L’autrice si ispira liberamente alla vita della sua bisnonna per raccontarci la storia di Anna, che inizia il giorno del suo trasferimento dalla Liguria a Lizzanello, nel cuore del Salento, insieme al marito Carlo. Anna è una donna moderna, nel pensiero e nello stile, amante della cultura e dei libri, una donna che per la sua personalità forte non può che distinguersi dagli abitanti di Lizzanello e dalla loro mentalità arcaica e ristretta. Tanto che il giorno in cui muore il portalettere storico di Lizzanello, la donna non esita a presentare la sua candidatura, decisa a far valere il suo diritto a scegliere un lavoro considerato solo da uomini, nonostante il disappunto mostrato dal marito e dai suoi parenti. Ma la narrazione va oltre e abbraccia il mondo affettivo della donna, la sua storia d’amore con il marito Carlo, l’affinità elettiva con il cognato Antonio e si fa corale nel dare spazio ad altri protagonisti della famiglia e della comunità di Lizzanello. Un libro appassionante, in cui la figura di Anna assurge a simbolo sovversivo della rivendicazione a vivere liberamente secondo i propri principi e valori, in un’epoca storica che vedeva la donna sottomessa al giogo del maschilismo e ai pregiudizi culturali dell’inferiorità di genere. 

Titolo: La portalettere
Autore: Francesca Giannone
Editore: Nord
Pagine: 416

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Mi limitavo ad amare te di Rossella Postorino

Tra i finalisti al premio Strega 2023, Mi limitavo ad amare te di Rossella Postorino è ambientata nella Sarajevo del 1992 dilaniata dalle bombe. Protagonisti della narrazione sono i giovanissimi Omar, Sen, Nada, Danilo e Jacoda, che si muovono in quella terra martoriata da orrori, miseria e disperazione, fino al loro trasferimento in Italia e il rifugio in un Istituto di suore, che si occupano dell’accoglienza di minori in fuga dalle terre colpite dalla guerra. L’inserimento in un un nuovo contesto culturale e ambientale assume per ognuno dei cinque personaggi – ritratti in quell’età spartiacque che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza – il significato di una lacerazione profonda, con ripercussioni diverse a seconda della storia personale di ognuno, ma con trait d’union del senso di perdita: di origini, radici, cultura – in ultima istanza di un’identità. Perché a dispetto delle previsioni, il loro non sarà un espatrio momentaneo: verranno infatti dati tutti in adozione a famiglie italiane. Un romanzo di formazione a carattere corale, in cui l’autrice racconta con coraggio e sensibilità il dolore scaturito dalla guerra attraverso gli occhi dei bambini e degli adolescenti.

Titolo: Mi limitavo ad amare te
Autore: Rossella Postorino
Editore: Feltrinelli
Pagine: 352

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La ricreazione è finita di Dario Ferrari

Un cambio radicale di registro con La ricreazione è finita di Dario Ferrari, romanzo dai caratteri atipici: non è un’autobiografia, non è un giallo, non è narrativa di puro intrattenimento, ma scavalca le distinzione rigida dei generi letterari per affermarsi come unicum rispetto a quelle che sono le tendenze e le proposte del mercato editoriale attuale. Protagonista è Marcello Gori, laureato in lettere in prospettive di disoccupazione che decide di giocarsi la carta del dottorato bandito dal professor Sacrosanti e che a sorpresa si aggiudica il posto, previo impegno a scrivere la tesi sull’opera letteraria di Tito Stella, rivoluzionario degli Anni di Piombo – incarico, questo, conferitogli da Sacrosanti come conditio sine qua non. Comincia così l’avventura di Marcello, che si adopera a spulciare gli archivi per ricostruire la mirabolante parabola di Tito Stella, attraverso lo studio della sua opera principale Fantasima – una sorta di romanzo nel romanzo. Un romanzo che affronta la narrazione storico-politica di quegli anni di rivoluzioni e violenze con piglio ironico e dissacrante e al contempo, con la serietà dell’approccio documentaristico, in un equilibrio riuscitissimo tra queste due istanze. 

Titolo: La ricreazione è finita
Autore: Dario Ferrari
Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 480

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La vita intima di Niccolò Ammaniti

Ne La vita intima di Niccolò Ammaniti spicca un elemento fondamentale caratteristico dello stile dello scrittore: l’ironia intelligente e acuta di una rappresentazione della realtà che indaga a fondo la psicologia dei personaggi, restituendoli agli occhi del lettore in tutta la potenza della loro verosimiglianza. A essere sotto i riflettori della scena narrativa è la vicenda di Maria Cristina Palma, moglie del presidente del consiglio, segni particolari: bellissima e infelice, a dispetto di una vita che, per i privilegi che le concede, avrebbe tutte le carte in regola per essere piena e di successo. Ma si tratta solo di mera apparenza, perché per la protagonista essere collocata dall’immaginario collettivo su un piedistallo in virtù del suo ruolo sociale, significa non avere amici di cui fidarsi e ai quali mostrarsi nelle sue fragilità e paure. Fino  al giorno in cui ritrova un suo vecchio amico di gioventù ed ex fidanzato, con cui condivide l’esperienza di un doloroso episodio del suo passato. Ma proprio quando Maria Cristina sta per lasciarsi andare e liberare la vera se stessa, ecco che spunta un video hard di cui l’uomo è in possesso che la vede protagonista e che potrebbe compromettere per sempre la sua immagine e la sua reputazione. Inizia così per la donna un percorso esplorativo di crescita che passa attraverso il superamento del conflitto tra la maschera che indossa socialmente e la sua vera natura di donna libera dai giudizi degli altri; tra la diffidenza nei confronti di chi le sta vicino e il coraggio di fidarsi e demolire le difese. Un libro che mettendo a nudo l’ossessione della società contemporanea per il consenso e l’apparenza, promuove il riscatto personale di una donna che riscopre i valori fondamentali che danno un senso e una direzione alla sua vita.

Titolo: La vita intima
Autore: Niccolò Ammaniti
Editore: Einaudi
Pagine: 312

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Siamo scritti a matita di Fausto Brizzi

Siamo scritti a matita di Fausto Brizzi vede protagonista una coppia di anziani coniugi, Alfredo e Betta, proprietari di una libreria nel quartiere genovese di Boccadasse. Alfredo, che oltre che libraio è anche aspirante scrittore e ha per lettori dei suoi manoscritti proprio i suoi clienti, assiste impotente al cambiamento della moglie: i suoi frequenti vuoti di memoria e la sua confusione rivelano l’avanzare inesorabile dell’Alzheimer. Ma dopo un primo momento di sconforto, Alfredo decide di reagire e di raccontare alla donna quella che è stata la loro storia, in modo da darle la possibilità di riviverla anche solo nella memoria provvisoria che la malattia le consente. Mentre la narrazione procede, un dubbio avanza nella mente del lettore (e della stessa Betta): quanto c’è di vero (e verosimile) e quanto è invece frutto della fantasia dell’uomo, accanito lettore di thriller? La sfida dell’autore è proprio questa: portare il lettore a testare i confini tra realtà e immaginazione, più labili di quanto sia lecito supporre. E portarlo ad assaporare l’atmosfera surreale di una spy-story, sospesa tra thriller, avventura e romanticismo. Senza dimenticare il messaggio sotteso alla dichiarazione del libraio come “uno dei mestieri più belli del mondo”, che nell’era del digitale, restituisce la meritata dignità alla carta stampata.

Titolo: Siamo scritti a matita
Autore: Fausto Brizzi
Editore: Longanesi
Pagine: 320

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Vento da est di Stefania Bertola

Chiude questa rassegna Stefania Bertola con Vento da est, in cui la protagonista è Brigida, una ragazza laureata in Filosofia che sbarca il lunario facendo la babysitter a tempo perso e l’assistente domiciliare ad un’anziana bisbetica. Una conoscente un giorno gli propone un lavoro inedito: quello di custode di un appartamento di proprietà di un giovane uomo, Damiano Galanti, che trascorre gran parte del suo tempo in Estonia come manager di un hotel di lusso. La cifra è molto interessante e Brigida decide di accettare. Ma quello che sembrava un lavoro tranquillo mette in realtà la ragazza di fronte ad un evento imprevisto, che vedrà coinvolti uno dei gatti di Damiano e una preziosa (e costosa) lampada Tiffany. Brigida è in preda al panico, ma la zia Rosalba, aspirante ed esuberante regista teatrale, decide di venirle in soccorso con i suoi metodi poco ortodossi. Inizia così la (dis)avventura di Brigida, a cui parteciperanno tanti personaggi minori, tutti tratteggiati secondo la cifra stilistica propria della Bertola, capace di coniugare il surreale all’esilarante con una tale naturalezza da portare il lettore a ridere fino alle lacrime. Si tratta del romanzo perfetto per chi ha voglia di leggerezza con la L maiuscola – una leggerezza di qualità, cosa che del resto con Stefania Bertola è una garanzia.   

Titolo: Vento da est
Autore: Stefania Bertola
Editore: Einaudi
Pagine: 240

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Immagine in apertura di Alisa Anton

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Tag: , , Last modified: 21 Gennaio 2024