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Dove crollano i sogni di Bruno Morchio

Recensione scritta da Silvana Pincione

Bruno Morchio e la Genova raccontata da Bacci Pagano

Chi vuole accostarsi per la prima volta al genere noir di ambientazione nostrana, non può non leggere Bruno Morchio.  Psicologo e psicoterapeuta di professione, Morchio ha eletto la sua città natale, Genova, a location di una fortunata serie di gialli, che vedono come protagonista l’investigatore Bacci Pagano. Pochi amici, ma buoni – primo tra tutti il commissario Pertusiello –, il temperamento fumantino e spigoloso di chi detesta le formalità e i compromessi, Bacci ha un passato alle spalle che lo ha segnato profondamente, ma questo non gli impedisce di amare i piaceri della vita. Sono tante le donne che si alternano nel corso della sua storia, ma nessuna sembra destinata ad un legame duraturo, a conferma della natura di “analfabeta dei sentimenti” con cui egli stesso si definisce. Sempre disposto, in nome degli ideali in cui crede, a gettarsi nella mischia a sprezzo del pericolo, grazie al suo fiuto speciale anche i casi più intricati finiscono per avere le ore contate.

“Dove crollano i sogni” e il passaggio di consegne: da Bacci a Blondie, dalla Genova dei Carruggi a Certosa

In Dove crollano i sogni sono due gli elementi innovativi introdotti a livello narrativo. Morchio accantona infatti le vicende di Bacci per portare il lettore a conoscere una nuova protagonista, la bionda e spregiudicata Blondie; conferma Genova come luogo di ambientazione, ma dallo stradone di Sant’Agostino, dimora storica di Bacci, si passa al quartiere di Certosa, nella Valpolcevera, in tutto il degrado della realtà post industriale che incarna.   

Già in Fragili verità, Morchio aveva dato spazio alla rappresentazione del disagio interiore di un adolescente, Giovanni, cresciuto nelle favelas, prigioniero, anche in seguito alla sua adozione, di un passato fatto di degrado e criminalità. Tuttavia, mentre in quel libro la vicenda umana del giovane è filtrata dalla prospettiva del protagonista Bacci Pagano, in Dove crollano i sogni la voce narrante è quella di Blondie e fin dalle prime righe prorompe, con la violenza di un’inondazione, la realtà nuda e cruda fotografata dagli occhi impietosi della ragazza: la realtà di un quartiere che “odora di miseria e di smog” e che si esaurisce nel vuoto di giornate sempre uguali, trascorse in compagnia del fidanzato Cris e di un gruppo di amici, tutti  personaggi accomunati alla protagonista dalla totale assenza di punti di riferimento valoriali ed etici. Quando manca una progettualità e la vita smarrisce il suo senso, solo l’alternarsi delle stagioni può registrare lo scorrere del tempo: ed è così che, se le poche descrizioni presenti nel romanzo riguardano per lo più le variazioni degli agenti atmosferici, il paesaggio è ritratto con poche ed essenziali pennellate, quasi infantili nella loro disperazione (“il cielo è d’un azzurro moscio, il sole non scalda il cuore, i fiori non riescono a sbocciare”) .

Blondie e un sogno che diventa ossessione

Blondie abita con la madre in un appartamento modesto e umido, che percepisce come “una prigione senza finestre”. Madre e figlia convivono in un clima di indifferenza reciproca, ciascuna chiusa nella bolla della propria insoddisfazione e infelicità. Per la mamma di Blondie nulla può cambiare, la rinuncia è un “destino che non riesce nemmeno a percepire come maledizione”. Ma Blondie non ci sta e cerca ostinatamente una via di fuga dal degrado che possa vaccinarla “dai mali della vita”, a costo di scegliere di essere “uno squalo” per sopravvivere “in questo mare lurido dove ogni giorno nuotiamo senza speranza”.

Ed è proprio tra quelle quattro mura, dove dominano “l’intonaco ingiallito e scrostato”, che nella mente di Blondie prende forma il germe di un’idea, che se a prima vista può sembrare il frutto ingenuo della fantasia di un’adolescente, finisce in realtà ben presto per assumere i connotati inquietanti di un’accecante ossessione.

Rinunciando a descrizioni ambientalistiche minuziose, l’autore elegge a cifra stilistica l’essenzialità in tutte le sue forme espressive: è così che il ritmo della narrazione, incalzante e rapido, assume l’urgenza dell’immediatezza. I dialoghi assorbono buona parte del tessuto narrativo, riproducono con inquietante realismo il parlato degli adolescenti di ultima generazione, ma al tempo stesso restituiscono la giusta credibilità anche al linguaggio degli adulti che interloquiscono con loro: il risultato è un riuscitissimo concerto di voci, una coralità d’insieme apprezzabile nella sua pretesa di verosimiglianza.

Quando il male domina la scena

Con una scrittura affilata e incisiva come un bisturi, Morchio conduce il lettore fino al cuore dell’ossessione umana, mostrando le conseguenze estreme del male, quando come una tossina penetra nella mente e guida l’azione. È il male come punto di non ritorno, quello fine a se stesso, a cui non ci si aspetta che segua espiazione, né tantomeno redenzione.  Sullo sfondo, silenzioso nell’attesa del suo compimento, un evento destinato a sconvolgere l’Italia, che svolgerà una funzione determinante rispetto alla vicenda narrata. Scomodo nella sua crudezza, Dove crollano i sogni è un noir di forte impatto emotivo che mostra il lato oscuro dell’essere umano, nelle sue pulsioni più nascoste: un abisso senza fondo dove nessuno oserebbe mai perdersi.

Informazioni sul libro

Titolo: Dove crollano i sogni
Autore: Bruno Morchio
Editore: Rizzoli
Pagine: 240

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Last modified: 1 Ottobre 2021