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Citazioni “Lo spazio delle varianti (Reality Transurfing)” di Vadim Zeland

Riporto qui di seguito alcune citazioni tratte dal libro Lo spazio delle varianti (Reality Transurfing) di Vadim Zeland:

L’unico pensiero che mi frullava per la testa era che non avevo nessuna necessità di allestire da solo il mio mondo, dato che tutto era già stato creato da tanto senza la mia partecipazione e per il mio stesso bene; non occorreva nemmeno lottare con il mondo per un posto al sole: è il modo meno efficace. Avevo capito che, praticamente, nessuno mi vietava di scegliere semplicemente per me stesso il tipo di mondo in cui avrei voluto vivere. (pg. 15)

Quando pensate a qualcosa di brutto o di bello, emettete energia mentale nello spazio delle varianti. L’energia modulata di dispone su un determinato settore e questo comporta i relativi cambiamenti nella nostra vita.

Di fatto siete voi con i vostri pensieri a dirigere la vostra realizzazione in zone problematiche dello spazio delle varianti. Se credete di superare gli ostacoli con le azioni, il risultato che otterrete è, di fatto, quello che voi stessi avete scelto. Se scegliete di lottare contro gli ostacoli, ne troverete in abbondanza. Se siete assorbiti da pensieri sui problemi da affrontare, state certi che ne avrete sempre tanti nella vostra vita. Questo succede perché dirigete le vostre azioni in modo tale da cambiare la situazione sulla linea corrente della vita ma non potete cambiare lo scenario nello spazio delle varianti. Siete solo in grado di sceglierne un altro. Mentre tentate di cambiare i momenti sgradevoli del vostro scenario voi pensate per l’appunto a quello che non vi piace. In questo modo la vostra scelta si realizza perfettamente e voi ottenete quello che non volete.(pg. 32-33)

Ognuno di noi, in un modo o nell’altro, “presta servizio” presso una comunità o un gruppo: la famiglia, il club, la scuola, la ditta, il partito politico, lo stato e così via. Tutte queste strutture nascono e si sviluppano allorché un singolo gruppo di individui incomincia a pensare e ad agire in una stessa direzione. A questo gruppo si aggiungono poi nuove persone, la struttura cresce e si allarga, prende forza, obbliga i propri membri a osservare delle regole prestabilite e a lungo andare può finire per sottomettere larghi strati di società. [nb. Zeland definisce queste strutture “pendoli”]

Ogni pendolo è per sua natura distruttivo, giacché sottrae energia ai suoi membri e li sottomette al proprio potere. Il carattere distruttivo del pendolo si manifesta nella sua totale indifferenza al destino di ogni singolo membro. L’obiettivo del pendolo è solo uno: ricevere l’energia del membro. Quale possa essere in tutto ciò il vantaggio del singolo membro, per il pendolo non ha nessuna importanza. L’individuo che subisce l’influenza del sistema è costretto a costruire la sua vita in conformità alle leggi imposte dal sistema, diversamente rischia di finirne stritolato ed espulso. (pg. 44- 45)

Con particolare scrupolo occorre verificare i desideri e gli atti in grado di cambiare radicalmente il vostro destino. Se il desiderio suscita disagio e c’è la possibilità di rinunciare a esso, rinunciateci. Esso non viene dall’anima ma dalla ragione. I desideri della ragione sono sempre dettati dai pendoli. La stessa cosa si può dire degli atti. Se si ignora il disagio interiore, nella maggior parte dei casi non succederà nulla di terribile, ma potrebbe darsi che vi toccherà pentirvene amaramente. Per questa ragione è meglio, nella misura del possibile, rinunciare ai desideri e alle azioni che suscitano disagio, dubbio, timore e senso di colpa. Tale rinuncia vi faciliterà sicuramente la vita e vi risparmierà una massa di problemi. (pg. 226)

Per chi non avesse letto il libro e ne fosse rimasto incuriosito, ecco qualche informazione in più:

Recensione di “Lo spazio delle varianti”

La prima volta che ho letto Lo spazio delle varianti me lo aveva consigliato e prestato un’amica e io ero a digiuno (o quasi) di concetti sulla creazione della propria vita e attrazione delle opportunità. Terminai il libro con due emozioni distinte: da un lato la promessa che se avessi capito il meccanismo avrei potuto cambiare la mia vita, dall’altro che non ci avevo capito granché.

Immagine: JB Banks

Immagine: JB Banks

Sono per natura (forse indotta) diffidente e già la lettura di The secret aveva messo a dura prova la mia ragione che per anni aveva accettato la realtà per come si mostrava, lagnandosi o lottando a seconda delle circostanze. Sentirmi dire, quindi, che molte delle situazioni che avevo vissuto dipendevano da me, da un lato aveva destabilizzato le mie credenze, dall’altro aveva smosso l’energia creativa al mio interno. Se la mia vita dipendeva dalle mie scelte, per lo più inconsce, e non da un fato più o meno benevolo, allora forse c’era ancora speranza di virare la rotta e raggiungere lidi migliori.

È davvero così? La legge di attrazione funziona? E il Reality Transurfing descritto da Vadim Zeland?
Dipende da quello che vogliamo credere. Sembra una risposta di comodo, ma ora che sono passati anni da quella prima lettura e di tempo per osservare la mia realtà (e quella altrui anche) ne ho avuto parecchio, questa è la conclusione a cui sono giunta.
[Continua a leggere la recensione del libro]

Il libro:

Titolo: Lo spazio delle varianti – Reality Transurfing
Autore: Vadim Zeland
Editore: Macro Edizioni
Traduzione: Vera Bani
Pagine: 232
Prezzo: 14,50 euro
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Tag:, , Last modified: 21 Ottobre 2019